13. Un mattino a Trieste

[Alba a Trieste, in Piazza dell’Unità d’Italia]

 

Ti svegli alle 6, pensi al canottaggio. Vorresti uscire in mare a remare. Piove leggermente. Quella pioggia che a Milano ti stroncherebbe l’animo. Io l’ho provata quella pioggia nei miei 5 anni di permanenza nella “città da bere”. Non capisco cosa ci sia da bere, poi. Forse tutta l’acqua che insistentemente, incessantemente, cala dal cielo, a volte per mesi interi. Non me ne vogliano i milanesi. Ho apprezzato Milano per ciò che mi ha donato, per la potenzialità di tutto ciò che può offrirti nella vita. Io vi ho avuto in dono, un figlio ed un’esperienza lavorativa a dir poco strepitosa. Ma se non sei benestante e ricco di famiglia, sarai sempre un emarginato a Milano. L’unica cosa che puoi bere non è la città, ma l’acqua della pioggia. Ancora di più se non conosci l’ombrello, come me. Bene! Allora niente sport stamane. Ma Trieste è magica. In verità, tutti i luoghi sono magici, se tu lo vuoi! Ed allora, alle 6.30 sei per strada, a cavallo della tua Yamaha Fazer ed armato della tua fida Canon. Posteggi e a piedi ti dirigi verso Piazza dell’Unità d’Italia. Intanto l’aurora lascia il posto all’alba, non molto fredda, ma sufficientemente “umida”. Ed ecco la sorpresa. L’immagine parla. Non ci sono altre parole. Entriamo insieme in questa foto, a godere della città ancora deserta che nel giro di un’ora si popolerà di gente, pronta ad occupare anche oggi il proprio posto nella scena della vita.